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Lezioni di Italiano

classe terza

Antologia

 

 

 

ANTOLOGIA

Il testo narrativo

 

 

Il testo argomentativo

pdf Scaletta per scrivere un testo argomentativo.

I rapporti con gli altri, diritti umani, problemi del mondo, la globalizzazione e la pace

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Riassunto e commento di un

testo letterario

 

Tracce d'esame

a.Tipologia A: testo narrativo o descrittivo.

esempio 1.
Un ricordo che non si cancellerà mai dalla mia memoria. Sviluppa questo spunto in un racconto legato ad un episodio della vita scolastica che ti fa piacere ricordare. Il tuo racconto sarà letto durante una festa di fine d’anno e ha come scopo quello di condividere un’esperienza significativa e conservarne il ricordo.

Esempio 2
La tua scuola si è gemellata con un istituto di un’altra regione italiana. Ti è stato affidato il compito di pubblicare sul sito web una descrizione del quartiere o del territorio in cui è situata la tua scuola. Il tuo testo è indirizzato agli alunni dell’altro istituto ed ha lo scopo di fornire loro informazioni sugli aspetti urbani/paesaggistici e sui luoghi di socializzazione delle ragazze e dei ragazzi della tua età.

Esempio 3
C’è un oggetto che desideri avere da tanto tempo, ma temi che i tuoi genitori non siano propensi ad acquistarlo. Cerca di convincerli con una descrizione che metta in luce le qualità dell’oggetto ed insieme contenga un’efficace e convincente argomentazione circa i motivi per cui vuoi averlo

 

b.Tipologia B: testo argomentativo.

Esempio 1
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.”

versi tratti dalla poesia "Promemoria" di GIANNI RODARI

Rispetto ai versi di Rodari ritieni anche tu che la guerra sia sempre inutile? Come risolveresti il conflitto in Ucraina? Esprimi la tua opinione e argomenta il tuo assenso o il tuo dissenso con il pensiero dell'autore. Nel testo devi indicare una tesi di partenza, le ragioni o gli argomenti a sostegno della tua tesi e gli eventuali riferimenti a testi o autori che aiutino a sostenere questa tua tesi.

Esempio 2
La dottrina della Guerra giusta. Secondo l'enunciazione tradizionale di questa dottrina, perché una guerra non difensiva sia lecita, si devono verificare tre condizioni:
  1. che la guerra sia dichiarata dalla "legittima autorità",
  2. che sia intrapresa per una "giusta causa",
  3. che sia condotta nei "modi legittimi", commisurati al fine della guerra .
Rispetto a questa teora ritieni anche tu che la guerra sia sempre ingiusta? Esprimi la tua opinione e argomenta il tuo assenso o il tuo dissenso. Nel testo devi indicare una tesi di partenza, le ragioni o gli argomenti a sostegno della tua tesi e gli eventuali riferimenti a testi o autori che aiutino a sostenere questa tua tesi.

Esempio 3
Leggi il seguente brano tratto dal Marcovaldo di Italo Calvino.
«Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre. Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram. Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, pur studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulla sabbia del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai; non c’’era tafano sul dorso d’un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento; scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza» (Italo Calvino, Romanzi e racconti, Milano, Mondadori).

Per Marcovaldo, la vita in campagna permette di seguire il ciclo delle stagioni, di amare la natura, di evitare il traffico e la frenesia della città: per questo egli pensa che sia meglio vivere in campagna piuttosto che in città. Rispetto alla affermazione è meglio vivere in campagna piuttosto che in città esprimi la tua opinione e argomenta il tuo assenso o il tuo dissenso. Nel testo devi indicare una tesi di partenza, le ragioni o gli argomenti a sostegno della tua tesi e gli eventuali riferimenti a testi o autori che aiutino a sostenere questa tua tesi.

 

c.Tipologia C: comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico.


Esempio 1
I DRAGHI
Il drago (corpo di rettile, artigli affilati, ali di pipistrello e alito fiammeggiante), in molte saghe della cultura occidentale del passato ha rappresentato l’incarnazione del male. Gli eroi dovevano spesso confrontarsi con questo feroce mostro: forse conosci la leggenda di San Giorgio che, valoroso soldato dell’imperatore Diocleziano, avrebbe ucciso un dragone liberando così la figlia di un re. Tuttavia in altre tradizioni, per esempio in Oriente, i draghi sono stati riconosciuti come simbolo di saggezza e di fortuna. Ma i draghi non sono solo animali immaginari: vivono tra noi. Non sputano fuoco né mangiano uomini come quelli delle saghe: sono rettili e pesci che vanno da poche decine di centimetri a più di due metri di lunghezza. Vediamo ora alcuni strani animali che si sono meritati questo temibile appellativo. Il drago volante (Draco volans) È una lucertola lunga circa 20, cm, è diffusa in Indonesia e ha una piccola membrana tra le zampe anteriori e i fianchi che gli permette di planare lanciandosi tra gli alberi.

Il drago barbuto (Pogona vitticeps)
È un rettile che vive in Australia e Tasmania, è lungo 60-70 cm e possiede squame appuntite, come una specie di barba, sulla gola e anche sui fianchi. Il drago di Komodo (Varanus komodoensis) Nella piccola isola indonesiana di Komodo, nel 1912 è stata scoperta la più grande specie di lucertola esistente sulla Terra, che può arrivare a 3 metri di lunghezza e 165 chilogrammi di peso. Pur esistendo da milioni di anni ed essendo simile agli antichi fossili del Pleistocene, questo sauro è rimasto nascosto agli occhi della scienza fino al secolo scorso. Il drago (conosciuto anche come varano) di Komodo
È il più grande predatore dell’isola, grazie a ghiandole velenifere e a una saliva carica di batteri. Mangia di tutto, può attaccare pecore e capre e, se disturbato, morde anche l’uomo. È un animale protetto da leggi e convenzioni internazionali» (Da Focus junior, con adattamenti).

Dopo aver letto il testo rispondi alle seguenti domande.

Comprensione globale
1) In alcune tradizioni e culture ai draghi sono associate virtù positive V o F?
2) Gli animali realmente esistenti chiamati comunemente draghi sono tutti di grandi dimensioni (oltre il metro di lunghezza) V o F?
3) Secondo te, perché animali reali così diversi sono accomunati dal medesimo appellativo di “drago”?
    a. Sono rettili di aspetto insolito rispetto a quelli più comuni
    b. Hanno le ali e sputano fuoco
    c. Sono rettili o pesci di aspetto insolito rispetto a quelli più comuni
    d. Sono tutti pericolosi per l’uomo

Comprensione puntuale
1) Con quale parola sostituiresti saghe?
    a. Leggende
    b. Feste
    c. Resoconti
    d. Storielle
2) Il fossile è un organismo animale o vegetale appartenente a lontane ere geologiche: V o F?
3) La membrana è un ossicino Vo F?
4) Con quale parola o espressione sostituiresti il verbo planare?
    a. Precipitare
    b. Volare in discesa
    c. Scendere in picchiata
    d. Dondolarsi
5) Il drago di Komodo appartiene alla specie delle lucertole V o F?
6) Il drago di Komodo è noto agli scienziati da molti secoli V o F?

Sintesi e riscrittura
1) Riassumi il testo riducendo il testo all’incirca alla metà
2) Immagina un titolo più lungo per il testo, che inizi così: “I draghi: ……”

Produzione libera
3) Immagina di trovarti su un’isola deserta e di incontrare un animale che non hai mai visto prima, dalle caratteristiche insolite e fantastiche. Descrivilo dettagliatamente. Poi racconta che cosa fa l’animale quando ti vede e le emozioni che suscita in te l’incontro.